Un villaggio neolitico sulle rive del Trebbia- alla scoperta del Parco Archeologico di Travo

Com’era la vita in Val Trebbia nel neolitico? Maria Maffi,  direttrice del Parco Archeologico di Travo, racconta la sua avventura e la storia del villaggio neolitico di S.Andrea. 

Come nasce il Parco Archeologico di Travo? 

Il parco archeologico di Travo viene inaugurato nel 2006, ma in realtà ha radici ben più “antiche”. Già dagli anni ’80 infatti il gruppo archeologico locale La Minerva, aveva cominciato ad occuparsi di ricerche e valorizzazioni del patrimonio archeologico della valle del Trebbia, e a individuare importanti siti preistorici. Nel 1997 l’associazione aveva contribuito alla realizzazione, insieme alla soprintendenza archeologica, del Museo Civico, in cui sono esposti i materiali di queste ricerche e di questi scavi. In quegli anni cominciava a profilarsi un’idea, un sogno: poter musealizzare all’aperto e creare un’area archeologica visitabile sull’importante scavo del villaggio neolitico di S.Andrea, individuato nel 1981. Tanti anni sono passati e finalmente nel 2006 il parco è stato inaugurato, grazie all’impegno della soprintendenza, del Comune di Travo, della Fondazione Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia e della Provincia di Piacenza. E non da ultimi i volontari del Gruppo Archeologico, che sempre hanno creduto in questo progetto.

Chi fa pare dello staff del parco e quali sono i legami di queste persone con la Val Trebbia? 

Lo staff del parco è  costituito da professionisti archeologi e restauratori, prima soci dell’associazione La Minerva ed oggi invece costituitisi nella cooperativa sociale Archeotravo per poter gestire la struttura  parco e museo, rispondendo a tutte le esigenze amministrative richieste da Comune e soprintendenza, proprietari dei musei. Io sono originaria della Val Trebbia, precisamente di Rivergaro, mentre gli altri operatori sono “piacentini”, ma  frequentatori assidui del paese di Travo ormai da dieci anni.


Lo scavo archeologico del villaggio di S. Andrea

Come e’ stata accolta la vostra iniziativa da parte della popolazione locale? 

La popolazione locale ha sempre guardato con un pò di distanza quello che succedeva  in riva al fiume Trebbia, gli scavi prima il parco poi. Devo però segnalare che il coinvolgimento delle scuole nelle attività didattiche organizzate al parco ha notevolmente avvicinato gli abitanti della zona.

Chi sono i vostri visitatori e ci sono gruppi in particolare che vorreste attrarre maggiormente?

I visitatori abituali sono i ragazzi delle scuole, elementari medie e superiori. Da qualche anno anche le materne. I sabati e le domeniche invece sono le famiglie, non solo piacentine. Anzi, anche dalle provincie limitrofe cominciano ad arrivare molti visitatori.

Quali sono state le sfide piu’ dure a cui avete dovuto far fronte in fase di progettazione e una volta avviato il progetto?

Sicuramente la piu’ difficile e’ quella della conservazione di strutture archeologiche così antiche mantenute a vista e in secondo luogo una grande sfida è rappresentata dalla necessita’ di promuovere e finanziare una struttura come questa senza finanziamenti.

Interno di una delle capanne neolitiche ricostruite per il Parco Archeologico di Travo


Qual’e’ il valore aggiunto che il Parco Archeologico porta alla Val Trebbia?
Indubbiamente accresce il patrimonio culturale della valle e la conoscenza storica del territorio, oltre che essere un’opp
ortunità turistica per la zona.

A livello personale c’e’ una storia legata al sito archeologico che le e’ rimasta particolarmente impressa o cara?
Certamente la mia storia: ho cominciato la mia “carriera” archeologica scavando a Travo come volontaria nel 1995, e da allora sono rimasta folgorata, tanto da modificare il mio percorso di studi e diventare archeologa. 

Come doveva essere la vita in Val Trebbia nel periodo neolitico da quanto emerso dagli scavi?
Doveva essere faticosa: coltivare la terra con zappette di legno, disboscare con asce in pietra e abbattere gli alberi, difendersi dagli agenti esterni, dalle forze della natura con le sole proprie capacità…Non credo sia stato semplice, sicuramente per noi moderni molto affascinante.

Il museo archeologico, inaugurato nel 1997, ha sede nel Castello di Travo 

Avete mai pensato di avviare collaborazioni con le scolaresche dell’Alta Val Trebbia o di offrire scambi culturali basati sull’archeologia con scuole estere?
Dal’anno scorso abbiamo in essere progetti didattici finanziati dalla Comunità Montana per tutto il comprensorio della valle da Travo ad Ottone, dalle materne alle scuole medie. Un progetto ambizioso, “La Cultura del Terittorio”, che vedrà la giornata conclusiva a giugno al parco con tutti i bambini e i genitori, in cui verranno presentati i risultati delle varie attività realizzate durante l’anno scolastico. Con scuole estere abbiamo già attivi gemellaggi con la Francia per studenti universitari che vengono a Travo in estate per partecipare agli scavi nel sito di S.Andrea.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
I nostri progetti sono sempre tanti, certamente come priorità abbiamo quella di poter continuare gli scavi archeologici ed arrivare alla pubblicazione dei risultati in una monografia archeologica. In seconda battuta che il parco venga conosciuto come realtà in un areale sempre più vasto, perchè una delle nostre priorità di gestione è la fruibilità della struttura, per un pubblico diversificato, dagli addetti ai lavori ai simpatizzanti alla gente comune, perchè venga compreso per la reale importanza che lo caratterizza: modello di valorizzazione e tutela del patrimonio, esperienza didattica ed educativa, veicolo di cultura e di turismo.

About these ads

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s