Valentina Carbone: un futuro in Val Trebbia

Valentina Carbone, 32 anni, ha scelto il ritmo della val Trebbia e da quattro anni è titolare della Bottega delle Marmotte, un negozio di scarpe, libri e oggettistica da regalo nel centro di Ottone. Le abbiamo chiesto di spiegarci i motivi della sua scelta di vita e come vede il futuro della Val Trebbia.

Q&A

Valentina, come sei arrivata in Val Trebbia o, se sei “nativa” di questi luoghi, puoi spiegare dove sei cresciuta e se anche la tua famiglia viene dalla stessa zona?

Sono nativa, sono nata a Bobbio e cresciuta a Ottone. Mio padre era di Tartago, una frazione di Ottone e mia madre di Parma.

Hai mai vissuto in città?

Ho vissuto a Genova nel periodo universitario e a Milano per circa sei mesi per stare con il mio ragazzo.

Quando hai deciso di voler vivere in val Trebbia e quali sono le motivazioni alla base della tua scelta?

La decisione è arrivata durante il periodo milanese. All’epoca frequentavo un corso sulle politiche del lavoro: più mi trovavo davanti a manager impettiti che facevano di tutto per far vedere di essere sicuri di loro stessi, più mi rendevo conto che la mia mente scappava e tornava alle mie montagne. Poi ho cercato di guardare nel futuro e mi sono vista più felice qui, in mezzo al verde, senza traffico che genera stress e in mezzo a persone che conosco e che posso salutare quando cammino per strada. Ho pensato anche a quale sarebbe stato il posto ideale per far crescere dei figli, qualora un domani arrivassero: alla comodità di avere a disposizione una grande varietà di scuole e ai tanti stimoli che la città offre ho preferito il contatto con la natura, la libertà di giocare negli spazi esterni e un certo tipo di mentalità legata alla tradizione dei nostri avi.

 Avranno tutto il tempo per scoprire da loro la velocità e le opportunità della città. Mio marito tra l’altro per andare al lavoro spesso impiegava anche un’ora e mezza, per lo più
fermo in tangenziale e per me, abituata ad attraversare la piazza per andare al lavoro, non aveva senso buttare via così tante ore della propria vita.

Parliamo della tua attività a Ottone: perchè hai deciso di aprire questo tipo di negozio in particolare? 

Ho pensato di aprire questo tipo di negozio perché volevo offrire qualcosa di nuovo. Sono partita dall’idea di scarpe e libri, che mancavano a Ottone, e poi ho aggiunto oggettistica da regalo per creare un’ambiente curioso.

Come valuti la reazione della  popolazione locale verso la tua iniziativa?

Direi buona e li ringrazio tutti per il sostegno. Purtroppo sono consapevole di non pubblicizzarmi molto, ad esempio tanta gente non sa ancora che vendo scarpe!

E’ naturale pensare che ci sia una grande differenza nello stile di vita nella vale in estate rispetto all’inverno. Ritieni sia difficile vivere in val Trebbia d’inverno  da un punto di vista personale e lavorativo? 

Chi vuole stare qua in inverno sa già che si deve aspettare tanta neve e ghiaccio ma esseri umani ridotti al minimo. Personalmente ritengo che il paesaggio in inverno sia uno spettacolo e adoro la neve, il lavoro ne risente ma mi piace l’idea che la poca gente che vive qui, oltre a saper di poter trovare un paio di moon boot, veda una luce accesa in più. Chi vuole venire a vivere qui deve essere amante del caos estivo portato dai villeggianti ma anche del grande silenzio invernale. Le stagioni si compensano…

Pensi che i titolari di attività commerciali possano avere un ruolo importante nella promozione del territorio?

Mi piacerebbe molto se si tornasse a valorizzare i lavori di una volta. Mi piacerebbe che altri giovani stufi della città pensassero di avviare un’attività produttiva in piccolo. E dico in piccolo perché più si è nel piccolo più la cosa sarà originale e genuina. Vorrei ci fossero più capi di bestiame, vorrei poter comprare in paese latte fresco e altri alimenti direttamente dal produttore e non essere costretta a rifornirmi di cose che chissà da dove vengono. Vorrei che la valle prendesse questa direzione, che potrebbe diventare un’ulteriore attrattiva per il turista in cerca di cose sane e buone. Basterebbe un pezzo di terra, tanta voglia di creare qualcosa e molta pazienza con la burocrazia.

Immagina di rivolgerti a un giovane interessato ad avviare un’attività in val  Trebbia: puoi nominare un punto a favore e uno a sfavore di questa scelta?

Ognuno sa fino a che punto appartiene alla valle e probabilmente ciò che io ritengo pregio per altri potrebbe essere un difetto. Qui non ci sono schemi e non ci sono tempi, sta a ogni persona capire qual’è la sua priorità.

Come vedi il futuro della valle? In rosa o in nero?

Se sono qui è perché ho creduto nella mia scelta.  Non posso dire come sarà il futuro ma faremo di tutto affinché sia rosa. Tutti dicono che 50 anni fa c’era molta più gente ma c’è già stata un’inversione di tendenza con l’arrivo di uomini e donne dell’Euriopa dell’est. Le nostre scuole sono aperte grazie alla loro presenza e il fatto che ci sia mescolanza e integrazione di culture in un paese così piccolo non può che far pensare che a Ottone non manchi proprio nulla. Inoltre l’era di internet aiuta ad accorciare le distanze con i tanti stimoli che altrimenti dovremmo cercare in grosse città.

Links

http://www.valtrebbiaforum.it/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=8&id=2202&Itemid=64

http://www.coobiz.it/azienda/carbone-valentina-ottone/co4382983/contatti

Pagina Facebook: La bottega delle marmotte

Intervista: Claudia Costa

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