Bobbio alle spalle della Gioconda

Lo scorso gennaio siti internazionali quali The Guardian o il Daily Mail in Inghilterra hanno dato eco alla tesi, avanzata dalla studiosa d’arte Carla Glori, che vedrebbe il Ponte Gobbo di Bobbio ritratto in uno dei quadri piu’ famosi del mondo.

La ricerca di Carla Glori verra’ pubblicata a inizio 2012 da Edizioni Cappello in un volume intitolato LEONARDO – Decifrazioni e scoperte – Volume primo:  La Gioconda. In memoria di Bianca.

Ma come e’ nata questa ipotesi inedita? Lo abbiamo chiesto all’autrice in una breve intervista:

Q&A

Carla, quando e come si e’ avvicinata personalmente alla Val Trebbia?

In Val Trebbia mi ha portato la mia ricerca sulla Gioconda. Ci sono arrivata due anni fa circa per verificare la corrispondenza alla realtà delle ipotesi sulla localizzazione dello sfondo del celebre quadro di Leonardo. Non c’ero mai stata prima.

Il monastero di San Colombano nel centro di Bobbio

Bobbio mi ha colpito perché ha un fascino antico, legato alla sua storia davvero singolare. Nel mio caso il fascino è accentuato dall’enigma legato al castello, al ponte e allo sfondo in generale, che identifico con quello del ritratto di Leonardo. Purtroppo i viaggi che ho fatto fino ad ora sono stati soprattutto “viaggi di lavoro” e non ho potuto esplorare come avrei voluto i territori e i paesi circostanti, ma spero di poterlo fare non appena avrò ultimato la pubblicazione del libro. Intanto ho avuto modo di appurare che in zona la cucina è ottima e la gente cordiale. Poi è sorprendente come in loco le persone coltivino interessi e studi approfonditi in tema di storia e cultura locale: è una situazione che non ho incontrato altrove. Il contributo di alcuni di questi studiosi locali è stato davvero importante per la mia ricerca.  

Ha in programma di visitare anche i paesi dell’Alta Val Trebbia?

Spero la prossima estate – libera da impegni – di poter esplorare non solo gli angoli nascosti di Bobbio, ma anche tutta la val Trebbia, con la sua natura incontaminata e i paesi, la cui storia in parte conosco, ma esclusivamente attraverso i libri.

La sua ipotesi che vede il paesaggio di Bobbio, e in particolare il Ponte Vecchio, fare da sfondo alla Gioconda di Leonardo ha trovato gia’ eco sulla stampa italiana e estera, anche se il risultato integrale della sua ricerca sara’ disponibile solo a partire dal 2012. Come pensa che verra’ accolta la sua scoperta in ambito accademico?

Vi sono numerose “tesi” sull’identità della Gioconda e su questo punto gli studiosi non sono mai stati concordi. Esiste un’ identificazione tradizionalmente accreditata, sulla base dello scritto del Vasari, ma è stata più volte posta in discussione tanto che un elenco delle proposte avanzate risulterebbe molto lungo. In Italia ad esempio ai primi del Novecento Benedetto Croce e Adolfo Venturi la identificavano con Costanza d’Avalos; recentemente – per citare un esperimento eclatante – Lilian Schwartz ha fatto simulazioni al computer dimostrandone la somiglianza col volto di Leonardo e sostenendo fosse un autoritratto.

La Gioconda come specchio di Leonardo?

Per quanto mi riguarda ho cercato di offrire una tesi organica, che prende in considerazione sette coordinate dello sfondo del ritratto coincidenti con elementi esistenti o storicamente accertati  del paesaggio reale assieme alla biografia e alla storia della dama ritratta, cioè  Bianca Giovanna Sforza, cugina di Bianca Maria Sforza. L’approccio multidisciplinare, che include anche la ricerca sul campo, credo costituisca una novità, così come la lettura critica del capolavoro da un punto di vista “femminile”; ma è soprattutto lo sfondo a creare reazioni di sorpresa. Infatti fino ad oggi lo si è ritenuto una creazione puramente artistica. Non ho idea di come verrà accolta la mia tesi in ambito accademico, ma se non è passata la proposta di identificazione di Croce o di Venturi per fare due nomi prestigiosi, sarebbe presuntuoso pretendere che la mia, alquanto rivoluzionaria, venga recepita a braccia aperte…anzi!

Il ponte alle spalle della Gioconda che Carla Glori identifica con il Ponte Vecchio

Mi conforta comunque sapere di aver lavorato seriamente. Il fatto di essere una ricercatrice indipendente è un punto di debolezza ma anche di forza: consente una libertà di andare controcorrente che diversamente non si potrebbe avere. Il mio operare è disinteressato e sto lavorando per dimostrare quella che ritengo essere una verità storica: per me questo è già sufficiente.

Immagino che abbia visitato il ponte Vecchio di Bobbio e il paese stesso durante la preparazione del suo libro: che impressione ha avuto riguardo il ponte da un punto di vista architettonico e storico?

Quel ponte è assolutamente singolare per via della sua storia di continui crolli che ha contribuito a crearne la leggenda. Le piene della Trebbia all’epoca dovevano essere qualcosa di ora inimmaginabile. Quella tremenda del 1452 l’ha descritta il cronista Ripalta. Quella del 1472, legata ad un anno eccezionale nel male ma anche nel bene per Bobbio, dato il miracolo dell’icona della Madonna dell’Aiuto, fu altrettanto distruttiva. L’arcata grande della Spessa era soggetta a continui collassi. Anche nel dipinto di Leonardo, osservando attentamente il ponte, si può vedere l’ingombro sotto l’arcata destra corrispondente alla posizione della Spessa, e infatti il ponte dal 1472 al 1509 non fu ricostruito, per cui rimase danneggiato. Forse i Bobbiesi non lo sanno, ma quel ponte, che allora aveva circa sei arcate, aveva anche una piccola rampa dalla parte della città, che risulta nascosta dietro la spalla sinistra della Gioconda: dato che è una caratteristica pressoché unica, Leonardo potrebbe averla nascosta intenzionalmente, per non far riconoscere il luogo. La struttura architettonica del ponte è il risultato delle ricostruzioni occorse fino ad oggi: si sono aggiunte arcate e l’andamento del ponte è alquanto irregolare, ma permane il fascino della sua leggenda.

Il Ponte Vecchio, o Gobbo, attraversa il fiume Trebbia nei pressi di Bobbio

E cosa l’ha colpita maggiormente del borgo?

Anche le bellissime chiese di Bobbio hanno un che di unico. Naturalmente quello che mi ha colpito di più è il castello, ma è comprensibile, perché ritengo che quello sia “il punto di vista” dal quale è stato inquadrato lo sfondo del quadro di Leonardo. Tuttavia, anche se non posso dire esattamente da dove, è un fatto accertato da testimonianze di storici che vi erano loggiati. Alla fine del 1400, periodo in cui colloco l’inizio del ritratto, non possiamo sapere quale fosse la sua struttura e la sua altezza, perché fu in parte distrutto ai primi del 1500 e poi ricostruito. A volte, in alcuni punti del parco e nella stanza al piano alto, mi è parso conservasse risonanze antiche, però è una sensazione soggettiva che non si può generalizzare.

Il castello Malaspiniano di Bobbio

Ha in programma di tenere delle lezioni, presentazioni o conferenze in Val Trebbia una volta uscito il libro?

In questo periodo sto ancora scrivendo e rivedendo bozze e non è possibile un impegno finalizzato alla stesura di un programma di incontri per la presentazione del libro. Farò alcuni incontri mirati tra l’inizio del 2012 e l’estate e tra questi sicuramente includerò Bobbio. Tra le città, per cominciare, prevedo le più vicine geograficamente: Milano, Genova, Piacenza, eventualmente città del Centro e del Sud d’Italia ma, si sa, la Gioconda esula da limiti geografici! Personalmente sono orientata alle  piccole città di provincia che si rivelino interessate, perché è soprattutto l’interesse autentico delle persone che mi stimola, e non tanto le sedi prestigiose o ufficiali. In provincia poi si trovano intellettuali anticonformisti e persone di insospettata cultura.

Ritiene che la Val Trebbia abbia ulteriori spunti da offrirle per quanto riguarda la ricerca artistica, poetico/letteraria e storica?

Sicuramente gli spunti in campo artistico e storico sono molteplici e degni di interesse. In questo momento però penso soprattutto a una vacanza estiva in val Trebbia. Il prossimo anno – dopo la pubblicazione di La Gioconda. In memoria di Bianca ho in programma un piccolo libro, sempre con Ugo Cappello, dedicato a uno studio condotto su alcuni disegni di Leonardo. È una sorta di completamento del libro attuale. Poi vorrei sospendere l’attività di ricerca per dedicarmi finalmente al grande romanzo che ho in animo di scrivere da oltre un ventennio…Ma questa è veramente un’altra storia.

Links

La tesi esposta da Carla Glori e’ consultabile in parte tramite il sito ancora in fase di completamento http://www.carlaglori.com/home.html

http://www.carlaglori.it/leonardo.html

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-10/monna-lisa-nuova-teoria-165430.shtml?uuid=AYtwkkyC

http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2011/jan/09/mona-lisa-bobbio-da-vinci

http://www.dailymail.co.uk/news/article-1345558/The-real-life-Da-Vinci-Code-Art-historian-claims-unlocked-mystery-Mona-Lisas-identity.html

Nota: la versione precedente di questo articolo rimandava alla pagina Wiki di Bianca Maria Sforza invece che Bianca Giovanna, la dama che Glori ritiene sia ritratta nella Gioconda. L’errore e’ stato corretto e ci scusiamo dell’informazione errata.

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