La strana storia di Sophie Blanchard e Montebruno

Enrico Pelos e la Val Trebbia

Il fotografo Enrico Pelos racconta la storia di Sophie Blanchard, la prima donna a effettuare ascensioni a bordo di un aerostato. Nel 1811 Sophie viene invitata dall’Imperatore a Milano per effettuare un volo dimostrativo: presto pero’ le condizioni atmosferiche spingono la sua mongolfiera ben lontano dal tragitto originale, fino a sorvolare i monti della Liguria.

Sophie Madeleine Armant nacque a Trois-Canons, vicino a La Rochelle, il 24 Marzo 1788. Fu una tra le prime donne a “volare” tra le nuvole e la prima come professionista guidando un aerostato per oltre 60 ascensioni. Altre avevano volato prima di lei, ma lo avevano fatto come passeggere.

Fece una prima ascensione il 24 gennaio 1810 sul Campo di Marte [a Parigi] al seguito della Guardia imperiale di Napoleone in occasione delle sue nozze con Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Un’altra la fece Il 15 agosto 1811, a Milano per la “Festa dell’Imperatore”. Era ormai diventata la beniamina del pubblico e nelle sue ascensioni, davanti alle folle paganti per lo spettacolo, viaggiò anche con animali e fu la prima a fare delle prove di paracadute utilizzando delle bambole. In un suo viaggio da Roma a Napoli, effettuato nel 1811, salì fino a 3600 metri stabilendo così il primo record.

Avvenne quindi che nel 1811 doveva essere celebrato il genetliaco dell’imperatore a Milano e Sophie venne invitata a dare un grande spettacolo celebrativo con la sua mongolfiera. Le autorità della città di Milano furono messe a sua disposizione per ogni sua eventuale necessità e le diedero tutto il supporto necessario. La stampa fu piena di articoli informativi e invitanti la popolazione ad andare ad assistere a quella che sarebbe stata la sua quarantesima ascensione.

L’aeronauta non aveva a disposizione mappe dettagliate o conoscenze dei luoghi né tanto meno poteva avere informazioni sulla pressione atmosferica o sul vento, il motore, freno e timone di un pallone o di una mongolfiera e sulle turbolenze delle nubi, tutte informazioni senza le quali un pilota moderno non si alza in volo. Ma Sophie non aveva bisogno di previsioni o di altro, bastava la sua esperienza, in fondo la sua doveva essere solo un’ascensione a bassa quota. Una piccola dimostrazione.

Sophie non sapeva ancora che di lì a poco avrebbe reso famoso un piccolo lontano paese, in una terra a lei sconosciuta. La “signora dell’aria” era all’interno del piccolo contenitore agganciato al pallone pronto alla partenza che sarebbe avvenuta di lì a pochi minuti.

Paesaggio di Montebruno

L’aerostato si staccò velocemente dal suolo, prendendo d’infilata la prima corrente ascensionale che si presentava abbastanza favorevole. Dopo poco, diverse formazioni di nuvole la circondarono a tratti; ella sentiva il vapore acqueo ben presente nell’aria. I moti convettivi che avvengono negli strati bassi dell’atmosfera, e i movimenti delle masse d’aria la spingevano sempre più lontano. Le goccioline d’acqua e forse aghi di ghiaccio che superano un certo peso e una certa dimensione avrebbero potuto trasformarsi in ulteriori precipitazioni in pioggia, forse peggio neve o grandine qualora fosse riuscita a ridiscendere.

Ma la mongolfiera continuava il suo viaggio e sparì dopo pochi minuti dalla vista dei presenti, che rimasero abbastanza attoniti per il susseguirsi degli eventi ed interpretando il tutto come un segno di sventura. La visibilità era ormai scarsa e scendeva la sera. Eventuali foschie e nebbie potevano essere in arrivo e diventare pericolose, perché si potevano formare rapidamente e diventare persistenti impedendo a Sophie una chiara visione del terreno di atterraggio e nascondendo eventuali ostacoli pericolosi come alberi.

Secondo quanto riferito da Sophie, ella si trovò presto a sorvolare vaste aree e a capire quindi che ad un certo punto doveva trovarsi proprio sui monti della Liguria in quanto dall’alto della sua posizione vedeva chiaramente il luccicare del mare. Spaventatasi, cerco’ di manovrare per evitare di andare a trovarsi sul mare, dove sarebbe stato enormemente pericoloso ed anche impossibile avere soccorso in tempo brevi. Se fosse caduta in acqua protetta solo da un abitacolo di vimini, quel viaggio avrebbe potuto trasformarsi in morte certa. Era molto di più  dei viaggi dimostrativi ai quali era abituata e presa dal panico si impaurì, tentando quindi in tutti i modi di poter effettuare una discesa.

Era una giornata estiva, il 16 agosto, e Sophie era salita sul suo pallone con dei vestiti estivi. L’altezza e l’attraversamento delle nuvole l’aveva fatta tremare di freddo. L’arrivo in ora notturna in un bosco di un paese ad una certa altitudine rendeva la situazione ancora più preoccupante. La zona montuosa non era certo adatta ad un atterraggio e Sophie cercò quindi di agganciare l’aerostato a qualche albero in modo da rimanere in qualche modo ancorata ed evitare di essere riportata verso l’alto in mezzo alle nuvole. E ci riuscì. Aveva così effettuato il percorso da Milano a Montebruno, aveva superato vette di oltre 1700 m. Il tutto avvenne in un tempo che le doveva essere sembrato lunghissimo ma il tutto si era svolto nell’arco di un’ora circa.

Grande fu lo stupore allorquando, alle prime luci dell’alba, contadini e pastori ebbero la visione di questo particolare oggetto impigliato tra gli alberi. La meraviglia dei primi che arrivarono fece presto adunare la gente da tutto il paese accorsa per vedere quello strano oggetto con una creatura femminile venuta dal cielo. In fondo era già successo qualcosa di simile, anche se in forma diversa.

Vista del santuario di Montebruno

Cosi’ racconta infatti lo storico Ferrero:

E’ utile rammentare che a Montebruno si era verificata, nel 1478, l’apparizione della Vergine e che, in memoria del fatto, era stato dedicato a Lei un grandioso tempio con annesso convento retto dagli Agostiniani.

I paesani avevano quindi una buona ragione per credere di rivivere un grande fatto del loro paese. Poteva essere una nuova apparizione della Beata Vergine. Sulle prime la osservarono con stupore misto a curiosità ma le sue richieste verbali, sebbene in una lingua a loro sconosciuta ma corredata di gesti che non avevano avuto bisogno di molte spiegazioni, li convinsero ad aiutarla a scendere. Il Sindaco Barbieri di Montebruno venne presto messo a conoscenza dell’avvenimento ed è proprio sua la cronaca di quanto accadde: ecco una delle lettere ufficiali riportata da Giovanni Ferrero.

“Al Signor Prefetto di Genova Baron dell’Impero. Ieri sera alle ore 9 dopo il mezzo giorno è disceso il pallone partito da Milano a 8 ore del giorno. Dove vi era madama Blanciarde, esso è disceso in un bosco Selvatico loco detto la Fricea distante da Montebruno un miglio e mezzo. Questa mattina al spuntar dell’aurora alcuni paesani, mentre conducevano i loro bestiami al pascolo, anno veduto questa macchina, e l’[h]anno preso per un miracolo del cielo, alcuni per la Vergine Santissima, alcuni per ladri, ma fra le incertezze [h]anno risoluto di darne parte al Maire che subito si è portato nel luogo suddetto e ne [h]a redato processo verbale, che à presso di se madama Blansciarde, diretto era una donna, ciò è dall’abito, corsero in fretta ad abraciarla per la vergine santissima, e come tale la doravano; a pena giunto il figlio del maire trovò un paesano che aveva in bracio questa donna che la decantava per vergine santissima, e le intimò di lasciare questa donna e retirarsi. Ciò fato a interogato la donna del suo nome, a risposto madama Blansciarde, da dove è partita, da Milano, il giorno e l’ora, a risposto ieri a 8 ore di Francia doppo il mezzo giorno, della sua Fato dalla mairia di Montebruno cantone di Torriglia circondario di Genova a 16 Agosto”.

Uno dei primi modelli di aerostato

Sophie rimase ospite per tutta la giornata del 16 Agosto e il 17 partì di buon mattino alla volta di Torriglia. Qui c’era il curato che l’attendeva con naturale curiosità e che le preparò una lettera di presentazione per il Prefetto di Genova perché Sophie decise subito dopo di partire alla volta di questa città. A Genova vi erano molti francesi o persone che parlavano la sua lingua ed alcuni notabili la accolsero con grande ospitalità. Le cronache ricordano tra questi il notaio Jean Antoine Gambaro, e l’agente di cambio Charles Gambaro, il negoziante Jean Antoine Tiboldi. Con loro ella ebbe modo di parlare la sua lingua cogliendo l’occasione per ringraziare pubblicamente gli abitanti di Montebruno e le autorità che si erano prese cura di lei.

Testo e immagini tratte dalla Rivista Ligure di Meteorologia, Giugno 2009. Si ringrazia Enrico Pelos per i contenuti. 

Links

Rivista Ligure di Meteorologia: http://www.nimbus.it/liguria/rlm32/copertina.html

Sito Enrico Pelos: http://www.enricopelos.it/ 

La pubblicazione di Giovanni Ferrero “Sophie Blanchard, amazzone del cielo” e’ consultabile presso: http://www.valdaveto.net/pdf/Sophie_Blanchard_amazzone_del_cielo_in_Val_Trebbia.pdf 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s