A piedi tra Bobbio e Torriglia: Valentina Scaglia e il progetto Trebbia Trail

La giornalista Valentina Scaglia e’ l’ideatrice del percorso Trebbia Trail che nel 2012, assieme all’organizzazione Le vie dei Canti, portera’ in Val Trebbia un primo gruppo di escursionisti lungo l’itinerario a piedi che collega Bobbio a Torriglia. Abbiamo chiesto a Valentina di raccontare come nasce Trebbia Trail e cosa questa iniziativa puo’ offrire alla Val Trebbia.

1.  Valentina, come nasce il tuo legame con la Val Trebbia?

Sono arrivata la prima volta in valle nel 1985 per scendere il fiume in canoa: oltre al mio interesse per gli itinerari a piedi, sono infatti anche un’appassionata di kayak. Ho percorso il Trebbia e poi l’Aveto, il Terenzone e il Boreca. Le mitiche gole, i celebri meandri e tanti angoli selvaggi e intatti, soprattutto nella parte alta del bacino. Posti “segreti” dove non tutti arrivano. Ho imparato ad amare queste acque pulite e ricche di vita e ad apprezzare una cosa ovvia solo in apparenza: oggi un fiume pulito e non modificato dall’uomo in Italia non ha prezzo.

 2. Quando hai iniziato la tua attivita’ di escursionista e qual’e’ stato il tuo primo itinerario?

Cammino da circa 20 anni, ultimamente con costanza. Il mio primo viaggio a piedi serio è stata una traversata in Islanda, sulla penisola disabitata di Hornstrandir, in una settimana circa. Un assaggio di grande nord, in autonomia.

 3. Parliamo del progetto Trebbia Trail: come e’ nata questa idea?

In sintonia con i comitati e le associazioni che si sono stretti attorno alle acque della Valtrebbia, quando sono stati proposti gli sbarramenti, mi sono chiesta cosa posso fare di utile? La mia esperienza ambientale e nella costruzione di viaggi può servire al futuro della valle?

"Spettacolo straordinario di nebbie e crinali dall'Antola, punto più alto del percorso"

 4. Quali pensi siano le caratteristiche migliori della Val Trebbia dal punto di vista dell’escursionismo e quali le difficolta’?

Sul piatto c’è l’attrattiva di paesaggi non dissimili da quelli del passato, con borghi storici, piccoli e lontani dalle grandi vie di comunicazione, dove è bello arrivare a piedi. Mi vengono in mente Pietranera, Brugnello, Confiente, Cerignale… E’ un’ immersione nella cultura appenninica, in una valle che ha mantenuto ritmi e tempi altrove perduti. Il fiume fa da “filo blu” a questa lenta scoperta, offrendo sempre nuove sorprese: un ponte, un’ansa verde, le rapide, le confluenze. Un altro vantaggio del viaggio a piedi in Valtrebbia è la quota bassa: è un sentiero che si può percorrere quasi tutto l’anno, anche utilizzando le corriere per tornare al punto di partenza. Questo è un grande vantaggio nell’attrarre visitatori, anche stranieri, fuori dai periodi canonici. Le difficoltà non mi sembrano elevate, la valle offre già buoni sentieri, si tratta di connetterli l’uno con l’altro.

 5. Hai gia’ in mente una lista di potenziali contatti per gli alloggi e i punti di ristoro per i partecipanti all’iniziativa?

Ho gia’ studiato i punti tappa, anche perché nel 2012 partirà il primo gruppo a piedi per fare un sorta collaudo del percorso. Cammineremo tra Torriglia e Bobbio, con la solida organizzazione di Le Vie dei Canti. L’ideale sarebbe avere una sorta di marchio che unisca punti di pernottamento e di ristoro in una specie di “rete”.

Guado delle gole di Marsaglia

 6. Com’e’ nato l’interesse verso l’itinerario in Val Trebbia da parte de Le vie dei Canti?

L’ho proposto io: mi hanno chiesto di organizzare un viaggio a piedi di una settimana. Poi è una novità. E’ strano ma, dal punto di vista del mercato dei viaggi a piedi, la Valtrebbia è una meta nuova.

7. Pensi che questo itinerario possa attrarre molti partecipanti?

E’ un cammino di scoperta dietro l’angolo, abbastanza facile e rilassante, da godere in modo ludico, con bagni nel fiume e raccolta di erbe selvatiche, lontano dalla confusione estiva, al confine tra un fiume di smeraldo e immense foreste. Il tutto con zaino leggero, ai posti tappa c’è sempre un letto e una cena pronta. Un cammino anticrisi senza dover fare lunghi viaggi di avvicinamento. Si può anche venire senz’auto. Il tutto con lo spirito della traversata.

I colori del Trebbia a San Salvatore

8. Qual’e’ il tuo angolo preferito della valle e perche’?

Amo molto i meandri di San Salvatore che mi sembrano simbolo di un intreccio formidabile di rocce, foreste e acqua e creano un disegno grafico, quasi magico. Quasi un “marchio” della valle. Più in alto, mi piace la zona del Monte Alfeo con i suoi crinali selvaggi e i grandi pascoli dove furono ritrovati reperti archeologici importanti. E nella zona ligure, i paesini minori, quasi disabitati, come Fascia, Pentema e Rondanina.

9. Un consiglio da dare alla Val Trebbia per il suo futuro?

Se la valle non vuole infrastrutture invasive, come dighe o superstrade, va messo nel giusto valore quel che c’è di buono nelle sue pieghe: una geografia di paesaggi ancora puri. E puntare sulla rete escusionistica è un modo d’intervento diretto ed economico che non richiede molti investimenti, solo programmazione e comunicazione. Altre vallate, neppure tanto lontano (penso alla Lunigiana e alla Val di Taro) hanno sviluppato le tappe della Via Francigena oggi frequentatissima. Poi esistono il Lunigiana Trekking, la Via degli Abati Bobbio-Pontremoli e l’appena inaugurata Pavia-Bobbio. In tutto questo reticolo di itinerari è assurdo che non ci sia una via pedonale Piacenza-Genova.

Links

Valentina Scaglia intervistata da Surus: http://www.youtube.com/watch?v=s-mKI0dUnPA

Presentazione progetto Trebbia Trail: http://www.altavaltrebbia.net/val-trebbia-di-oggi/1535-trebbia-trail.html

Le vie dei Canti: http://www.viedeicanti.it/home.html

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