Mappa collaborativa della Val Trebbia: OpenStreetMap

La filosofia dei nostri giorni sembra sempre piu’ orientata verso il motto “Cio’ che non esiste sul web non esiste affatto”. La nostra percezione della realta’ e’ radicalmente ridefinita dalla tecnologia e dai nuovi media che si diffondono a ritmo accellerato giorno dopo giorno. 

Non e’ per forza un male: moltissimi progetti stanno nascendo su Internet in luoghi e situazioni in cui sarebbe stato impensabile solo pochi anni fa.

Mapkibera e’ un esempio di come la tecnologia possa contribuire a far conoscere al resto del mondo la vita quotidiana della baraccopoli di Kibera, una delle piu’ grandi al mondo, situata a pochi kilometri da Nairobi in Kenya.

Prima dell’avvio del progetto Kibera era un buco nero, non esisteva su nessuna mappa ufficiale e tantomeno sulle mappe digitali di Google Maps. L’immaginario collettivo vedeva in Kibera una tipica baraccopoli, come quelle mostrate nel film Slumdog Millionare, un ammasso di lamiera e rifiuti.

Map Kibera in azione (unmultimedia.org)

Il progetto di mappatura e documentazione fotografica, tramite blog, video e un sito di notizie tutto rigorosamente realizzato dal basso (ovvero dagli abitanti stessi della baraccopoli), ha dimostrato al mondo che Kibera, pur rimanendo una zona ovviamente disagiata, povera e abusiva, possiede servizi medici, negozi, bar, e altri servizi. Il progetto di mappatura ha inoltre rilevato la dimensione reale della superficie della citta’ fantasma (256 ettari), di cui fino a quel momento le autorita’ non possedevano dati ufficiali.

Dal Kenya all’Italia: Cosa puo’ insegnare l’esempio di Kibera alla Val Trebbia?

Uno degli strumenti opensource, gratuiti e disponibili sul web, utilizzati nel progetto e’ OpenStreetMap, l’estensione di Wikipedia alle mappe digitali.

Tutti possono accedere al sito e aggiungere sulla mappa i punti di interesse di una certa zona: il comune di Genova ha lanciato da pochi giorni un progetto di mappatura della citta’ che non solo portera’ alla creazione di una mappa aperta e collaborativa del territorio, ma fungera’ anche da evento sociale e di aggregazione tra cittadini.

Che dire della Val Trebbia? Siete pronti ad accettare la sfida e a portare in rete il vostro territorio?

Gli strumenti ci sono, ora tocca a voi.

Foto: logo OpenStreetMap

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